SAN GIOVANNI INCARICO - In anteprima mondiale il sismogramma autentico registrato il 6-03-2009

SAN GIOVANNI INCARICO - Osservatorio Geofisico Sperimentale del Liri (progetto dell’ Organizzazione di Volontariato Umanize Organization) - Rete Sismica Sperimentale Italiana - Stazione di San Giovanni Incarico pubblicherà in anteprima mondiale il sismogramma autentico registrato il 6 aprile del 2009 in occasione del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo. E’ trascorso un anno da quella tragica notte. Il ricordo indelebile rimane nel cuore di tutti! Il tremore della terra che ha attraversato centinaia di chilometri con le imponenti onde sismiche del terremoto dell’Aquila rimane eterno nella nostra mente, sulla nostra pelle. La polvere, le lacrime e la morte sono solo immagini per chi era lontano e chi non ha vissuto quei tragici lunghissimi secondi di lunga angoscia. Sono passati ormai trenta anni da quando l’Irpinia - come altre località italiane in troppe occasioni - è stata testimone del piu’ grande insuccesso della macchina del soccorso, quando la tecnologia era cieca, muta, sorda praticamente assente ed in un remoto osservatorio a Monteporzio Catone vicino Roma, l’ago del sismografo segnava l’ora della morte per migliaia di esseri umani senza che nessuno se ne accorgesse per molte lunghe, interminabili ore. Oggi le cose sono cambiate. In meglio! Ma nessuno può permettersi di abbassare la guardia. La tecnologia permette un monitoraggio pressoché capillare specie per gli eventi di intensità pericolose per la sicurezza delle comunità. La risposta avviene in tempo reale. Per fortuna. Anche il mondo del volontariato il così detto esercito del terzo settore è attivo in questo campo. A San Giovanni Incarico opera dal 2005 l’Associazione di Volontariato Umanize Organization che ha dato vita in tempi non sospetti, ad un progetto ambizioso: la realizzazione di un osservatorio sperimentale di geofisica. Un progetto nato solo grazie alla passione per lo studio il monitoraggio e la tutela della geosfera associato naturalmente alla passione per il volontariato. La professionalità del lavoro offerto a titolo gratuito ha premiato la tenacia rendendo possibile l’ingresso dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale del Liri, nella rete I.E.S.N. (Italian Experimental Seismic Network) la Rete Sismica Sperimentale Italiana. Un vero e proprio network di strumentazioni ad alta tecnologia messe a disposizione a titolo volontario su tutto il territorio nazionale da centinaia di volontari. L’intento è in primis, la diffusione della prevenzione; parola d’ordine per sopravvivere alle improvvise ribellioni della natura. Il sismografo, è uno strumento le cui origini sono antiche. Oggi esso serve a supportare molteplici discipline scientifiche. Non è possibile - per ora – prevedere i terremoti, ma grazie ai dati che si stanno raccogliendo, è possibile prevedere <<dove>> i prossimi eventi possono con molta probabilità verificarsi. Il sismografo è lo strumento col quale si registra un evento tellurico le cui origini sono attribuite alla teoria della tettonica a zolle. Grandi zattere continentali e migliaia di faglie grandi e piccole i cui spostamenti provocano momenti di terrore. Movimenti che avvengono quotidianamente. Dobbiamo metterci in testa che l’Italia è tutta sismica e l’unico metodo per non farsi del male è costruire meglio e sbrigarsi ad adeguare le strutture insicure esistenti. Mai si inizia, mai si starà al sicuro. Mi preme ricordare - dichiara il dott. Paolo Sabetta presidente di Umanize Organization - che durante il convegno del giorno 27 febbraio u.s. a Sulmona sul tema dedicato alla sismicità in valle Peligna, a nome della presidenza della IESN ho rivolto tra le altre, una domanda per avere un chiarimento, al dott. Gaetano De Luca direttore della Rete sismica Regionale Abruzzo a proposito di un articolo pubblicato dal giornalista dell’Espresso Fabio Gatti reso pubblico anche sul portale internet youdem.tv che ha testualmente detto: <<la Protezione civile farebbe bene ad occuparsi della prevenzione. Soprattutto adesso che sul suo tavolo circola da tempo un documento scientifico considerato attendibile che prospetta entro pochi anni un evento sismico di magnitudo 7 in zona Sulmona. Circola infine un’altra teoria che vedrebbe invece un evento a catena simultaneo che comprenderebbe le strutture del Sirente, del Morrone e Roccaraso. La domanda sorge spontanea: i nostri centri storici a noi tanto cari, la nostra terra, è pronta semmai fosse, a sopportare una simile sollecitazione ? Il sismografo quindi non solo dà la possibilità di creare uno storico degli eventi e migliorare la descrizione delle c.d. carte di pericolosità del territorio, ma permette di studiare la geosfera. Capire cosa c’è sotto i nostri piedi; perché attraverso l’andamento delle onde sismiche si capisce ad esempio come si propagano e la consistenza degli ostacoli che esse incontrano. A tal proposito, proprio in questi giorni, sta partendo in Italia presso la zona vulcanica dei Campi Flegrei in Campania un progetto mondiale a dir poco ‘unico’: la perforazione più profonda al mondo in zona vulcanica. Tutto ciò per dire che vedere, conoscere e capire l’andamento di un sismogramma è materia fondamentale nel campo della sismologia quindi della scienza e di conseguenza della sicurezza collettiva. Nelle prossime ore, specie in occasione del ricordo dell’evento del 6 aprile 2009 in anteprima mondiale, renderemo pubbliche le immagini ‘autentiche’ del sismogramma che ha scosso la terra aquilana. Queste immagini, saranno visibili e scaricabili gratuitamente dall’archivio video più famoso al mondo: YouTube e sui siti www.iesn.org e www.umanize.it . Il sismogramma evidenzia il ‘momento di accelerazione durato qualche secondo meno di 20 e che mettendo in risonanza il suolo, ha diffuso terrore a centinaia di chilometri di distanza per lunghissimi attimi. Per concludere mi preme ricordare che stiamo procedendo a realizzare una rete sismica locale a basso costo nella Valle Del Liri al fine di effettuare misure di micro zonazione sismica nei territori comunali per evidenziare eventuali amplificazioni del terreno e capire in pratica dove non costruire ovvero costruire in base ai risultati analizzati. Alcuni comuni hanno già ricevuto la domanda e stanno valutando quanto è utile investire nella sicurezza. I comuni interessati, le associazioni o singoli privati, possono contattarci per ricevere in copia il progetto aderendo attivamente ad esso.

 

da Ultimissime.net